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“Fucilateli – Commissione d’Inchiesta su Caporetto 1918-19”, il documentario scritto e diretto da Manuel Zarpellon e Giorgia Lorenzato, viene proiettato al CiakCity di Lanciano lunedì 13 (ore 18.30) e martedì 14 gennaio (ore 20.30).

Fucilateli” è il documentario scritto e diretto da Manuel Zarpellon e Giorgia Lorenzato che scoperchia le tombe senza nome dei condannati della Grande Guerra

 

Frutto di tre anni di ricerche e studio, “Fucilateli” racconta la vicenda piena di ombre della giustizia militare sommaria durante la Grande Guerra, con centinaia di fucilazioni di soldati avvenute al fronte.

 

Il documentario è prodotto dalla casa vicentina Sole e Luna Production.

 

“Fucilateli” chiude idealmente, dopo 100 anni di dubbi e interrogativi, i lavori della Commissione d’inchiesta sul disastro di Caporetto, presieduta dal generale Caneva e promossa dall’allora presidente del Consiglio Vittorio Emanuele Orlando, istituita nel gennaio 1918 e chiusa nei primi mesi del 1919.

 

A condurre per mano in questo viaggio nella Storia sono il narratore Stefano Amadio (giornalista, regista, autore), il docente Marco Mondini (Università degli Studi di Padova), il procuratore militare Marco De Paolis, gli storici Irene Guerrini e Marco Pluviano, tra i massimi esperti in campo di pena capitale durante la Prima Guerra mondiale.

 

La musiche originali sono di Marco Testoni.

 

Il documentario gode del patrocinio del ministero della Difesa e della certificazione storico-scientifica dell’Università degli Studi di Padova.

 

Proiezione al CiakCity di Lanciano (sala 4)  lunedì 13 (ore 18.30) e martedì 14 gennaio (ore 20.30). Ingresso con biglietto a pagamento.

«Qui si fucila senza pietà!»: con queste drammatiche parole monsignor Longhin raccontava al prevosto di Montebelluna il fronte dei nostri soldati impegnati nella Grande Guerra nei mesi successivi alla disfatta di Caporetto. Poche parole che dipingono un quadro di orrore e devastazione di una vicenda piena di ombre.

 

Subirono la fucilazione in quei mesi bui persone dalle storie più differenti. Per loro nessuna cerimonia di sepoltura o commemorazione, di loro c’è traccia unicamente nelle ricerche di chi in questi cento anni ha provato a portare alla luce la verità.

 

È impossibile determinare con esattezza quanti furono i giustiziati, i numeri sono indicativi e lacunosi. Numeri che sono però persone: in alcuni casi vittime di giudizi arbitrari, spesso da parte di uomini psicologicamente instabili; in altri  casi effettivamente responsabili di omicidi e altre violenze spesso efferate anche contro i civili; in altri ancora uomini che disertano, si automutilano, si vendono come spie al nemico.

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