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Dacia Maraini protagonista il 7 febbraio ad Arsita dell’ultimo appuntamento proposto dalla rassegna letteraria “Una valle che legge”, organizzata dall’associazione Altofino.

Sarà Dacia Maraini la protagonista dell’ultimo incontro proposto dalla seconda edizione della rassegna letteraria Una valle che legge, a cura dell’associazione Altofino, in programma ad Arsita venerdì 7 febbraio. Appuntamento alle ore 17 nella Taverna 44 (in via Vittorio Emanuele 44). Ingresso libero.

 

La scrittrice, drammaturga, poeta e saggista presenterà il suo ultimo libro Corpo felice. Storie di donne, rivoluzioni e un figlio che se ne va” edito da Rizzoli. Autrice di romanzi, racconti, opere teatrali, poesie, narrazioni autobiografiche e saggi, editi da Rizzoli e tradotti in venti Paesi, Dacia Maraini ha vinto nel 1990 il Premio Campiello con “La lunga vita di Marianna Ucrìa”.

 

La conversazione con Dacia Maraini sarà condotta dalla giornalista Evelina Frisa, che ha curato la rassegna con la presidente di Altofino Caterina Cacciatore.

 

La sindaca di Arsita Catiuscia Cacciatore: «Siamo orgogliosi di avere ad Arsita una scrittrice di fama internazionale come Dacia Maraini. Ringrazio gli organizzatori che hanno reso possibile questa rassegna, che ci auguriamo possa crescere nel tempo, e invito tutti gli appassionati di lettura a raggiungerci ad Arsita per quest’ultimo incontro che sarà arricchito come sempre da tanti elementi di ospitalità come il buon cibo e il grande calore umano».

Copertina di: Corpo felice

“Corpo felice” (Rizzoli 2018, pagine 240, euro 18)

Una madre che non ha avuto il tempo di esserlo. Un figlio mai cresciuto. Tra di loro, i giorni teneri e feroci, sognati eppure vividissimi che non hanno vissuto insieme. E un dialogo ininterrotto che racconta cosa significa diventare donne e uomini oggi.A più di quarant’anni dai versi che hanno disegnato i contorni di un cambiamento possibile – “Libere infine di essere noi / intere, forti, sicure, donne senza paura” – Dacia Maraini riavvolge il filo di una storia tempestosa, quella al femminile, attraverso le parole di una madre a un figlio perduto, il suo, che cammina verso la maturità pur abitando solo nei ricordi. È così che l’immaginazione si fa più vera della realtà, come accade per tutte le donne che popolano i suoi libri – Marianna, Colomba, Isolina, Teresa – e sono arrivate a noi con le loro voci e i loro corpi. Corpi che non hanno mai smesso di cercare la propria via per la felicità, pieni di vita o disperati per la sua assenza, amati o violati, santificati o temuti, quasi sempre dagli altri, gli uomini. Ed è proprio a loro che parlano queste pagine. Agli occhi di un bambino maschio non ancora uomo. Per ricordare a lui e a tutti noi, sul filo sottile ma resistente della memoria, che solo quando l’amore arriva a illuminare le nostre vite, quello tra i sessi non sarà più uno scontro ma l’incontro capace di cambiare le regole del gioco.

 

Una valle che legge” quest’anno ha visto protagonisti la giornalista del Corriere della Sera e scrittrice Roberta Scorranese (nata a Teramo) con il suo libro sull’Abruzzo “Portami dove sei nata” (Bompiani) e lo scrittore Fabio Bacà (San Benedetto del Tronto) autore di “Benevolenza cosmica” (Adelphi). Rimandata a data da destinarsi la presentazione del libro del giornalista del Corriere della Sera Paolo Di StefanoLa catastòfa. Marcinelle 8 agosto 1956” (Sellerio).

 

Questa edizione ha dato spazio anche a Angelo Panzone con “Li quadernùcce di lu Màstre” edito da Ricerche&Redazioni e Lina Ranalli con “Peppino e la perfezione del melograno” (Artemia Nova Editrice).

 

La prima edizione di “Una valle che legge” ha visto la presenza di sei autori: Carla Tarquini con “Memorie arsitane e non solo”, Valerio Valentini con “Gli 80 di Camporammaglia”, l’arsitana Donatella Di Pietrantonio con “L’Arminuta”, Peppe Millanta con “Vinpeel degli orizzonti”, Mimmo Locasciulli con “Come una macchina volante”, Santino SpinelliUn mondo da scoprire. Storia, lingua e cultura dei Rom italiani di antico insediamento”.

 

Una valle che legge” gode del patrocinio del Comune di Arsita e dei Comuni della Valfino (Bisenti, Castiglione Messer Raimondo, Montefino, Castilenti, Elice), dell’Istituto comprensivo “Valle del Fino“, del Parco nazionale Gran Sasso e Monti della Laga.

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